"Viaggio nel Mediterraneo” recensione della giornalista Daniela Rocca
VIAGGIO NEL MEDITERRANEO è una prezioso quaderno di riflessioni che trascina pensieri, spunti, accadimenti per non perdere la memoria. Un viaggio tra civiltà attraverso una raccolta di disegni, ognuno dei quali rappresenta città del Mediterraneo: Jerusalem- Istanbul-Palmira--Giza-Santorini-Barcellona. Qualcosa come l’ultimo poema illustrato d’amore alle città e ai popoli del Mediterraneo. In un momento in cui il Mediterraneo non è più visto come ponte che unisce i popoli ma come abisso in cui si disperdono persone.
La raccolta è nata un pezzetto alla volta, come poesie che Lilliana Comes mette su carta, seguendo le più varie ispirazioni. Si procede per “voci”, per sensazioni, come in un vocabolario delle emozioni. Voci come Agguati, Confini, Emigranti, Esecuzioni, Indifferenza, Maternità, Ricordi, Solidarietà, Tolleranza, Testimoni, Zingari. E in ogni voce/disegno c’è un dettaglio, un segmento di verità, un appunto da non dimenticare.
E il viaggio parte da Jerusalem, città al centro del Mediterraneo che evoca il ventre materno, la vita. Nell’ebraico delle sacre scritture c’è una coincidenza: sherit è resto, reshit è principio, due parole lontane in italiano ma unite in questa lingua dal vincolo misterioso dell’anagramma e del valore numerico. Solo Isaia le accosta. Forse si può sopportare di essere un resto, ingiustificato e abusivo al mondo, solo se si crede all’impossibile disegno che fa, del proprio essere residuo, la materia prima di un principio [cfr. Alzaia di Erri De Luca]